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Firenze è un museo a cielo aperto, è la città più bella del mondo, è la culla del Rinascimento, custodisce il 127,2% delle opere d’Arte del mondo, e blablabla. Conosciamo, e ripetiamo tutti spesso e volentieri, il mantra della straordinarietà del patrimonio artistico e culturale della nostra amatissima città. Una nenia banale ma vera, arrogante ma vera, inutile ma vera.
L’incredibile ricchezza che la stirpe dei Medici ci ha lasciato ci permette di vivere ancora di rendita dopo quasi 300 anni, e se tutto va bene dovrebbe garantircene almeno altrettanti. Tutto il mondo viene a trovarci e a vedere quant’è bella casa nostra e questo, se da un lato è un grande privilegio, dall’altro ci ha un po’ fiaccato le braccia: è tutto talmente bello che in fondo non c’è bisogno di valorizzarlo, tanto si valorizza da solo. Un discorso vero solo in parte per i grandi musei, ma ben più significativo per le seconde e le terze schiere di luoghi che custodiscono quanto di bello e d’importante abbiamo.
Perché alla fine non ci rendiamo conto che se non avessimo gli Uffizi, l’Accademia e Palazzo Pitti, non è che di colpo diventeremmo come Hartsville (un’inutile città a caso degli Stati Uniti). Avremmo comunque il Museo Archeologico Nazionale, il Museo Stibbert, il Museo Alinari, Palazzo Strozzi, che bastano e avanzano a far brillare una città di splendore artistico e culturale.
E il Museo di Storia Naturale. Un gioiello che fa invidia al mondo intero.
Conosco bene il Museo, per il quale ho realizzato alcuni prodotti didattici, ma ho voluto chiedere a Flaviano Fanfani di parlarcene meglio. Chi meglio del Responsabile dei Servizi Didattico-Divulgativi del Museo dal 2005 ad oggi?

Flaviano, potresti descrivere brevemente il museo e le sue collezioni?
Il Museo di Storia Naturale dell’Università degli Studi di Firenze è suddiviso in differenti sezioni disseminate nel territorio della città, per questo presenta peculiarità uniche che lo differenziano dalle molte altre realtà simili presenti sul territorio nazionale.
Il Museo gestisce 7 Sezioni e una Villa: Sezione di Antropologia e Etnologia, Sezione Biomedica, Sezione di Botanica, Sezione di Botanica, Sezione di Geologia e Paleontologia, Sezione di Mineralogia e Litologia, Sezione di Zoologia “La Specola”, Villa il Gioiello.

In cosa consiste la vostra proposta didattica, sia quella per la scuola che quella per le famiglie?
Il museo offre una ricca varietà di percorsi nelle differenti collezioni; la più richiesta per la sua semplicità ed economicità è la classica visita guidata di un’ora dedicata alla visita di una singola collezione tra quelle sopra descritte. A questa si aggiunge la visita tematica che comprende una visita con operatore che illustra alcuni temi di interesse scientifico attraverso le parti più significative della collezione per il tema scelto. Sono offerti anche laboratori con attività nelle sale del museo che prevedono visone di multimedia, giochi e esperienze dirette di osservazione di reperti e con l’uso di strumentazioni come microscopi, lenti di ingrandimento o altri attrezzi di misura e rilevamento.
Altra offerta significativa sono i progetti che vengono creati con docenti o operatori del campo culturale ed educativo, che vedono più incontri presso il richiedente e presso il Museo; questi sono progetti che, partendo da un tema guida, realizzano una serie di esperienze che possono anche mettere in relazioni parti di collezioni diverse.
Un’intensa attività è dedicata alla relazione con il territorio della città, un ambito dove il museo collabora con altre realtà museali e culturali di Firenze realizzando percorsi tematici che cercano di mostrare i legami delle scienze con altre discipline come l’arte figurativa, la musica, la letteratura, la storia oppure con strutture che operano sul territorio come i consorzi di bonifica, osservatori astronomici, centri didattici e di esperienza come OpenLab, il museo della matematica e altri ancora.
Spesso le attività vengono legate ad eventi particolari che interessano la città oppure l’intera nazione, come per esempio gli “anni dedicati” dall’ONU a certe tematiche importanti (il 2013 è dedicato alla Cristallografia).
Intensa è anche l’attività rivolta ad altre tipologie di utenze, come i gruppi organizzati che intraprendono quasi sempre percorsi che ricalcano le offerte dedicate alla scuola, anche se su livelli di complessità generalmente maggiori.
Particolare importanza è stata data alle famiglie, con una programmazione annuale detta Familiarizzare in Museo dove vengono realizzati laboratori tematici nei quali è prevista la partecipazione del nucleo familiare.
Altre frequentate occasioni si verificano in coincidenza con feste tradizionali come il Natale, con l’attività Natale in Museo, per la Befana con La Befana al Museo e il sabato di pasqua con OvoMuseo.
Ultima attività ma di grande richiesta da parte dei bambini o ragazzi è la Notte in Museo, dove i partecipanti passano la sera coinvolti in attività laboratoriali, cenano e dormono nel Museo per poi fare una colazione tutti insieme la mattina seguente. Purtroppo per motivi tecnici questa attività è stata sospesa e si spera, che una volta superate alcune difficoltà, possa essere ripresa nel breve futuro.
Importante è anche la ricca attività di conferenze su temi di scienze naturali o ambientali che vengono proposti nel corso dell’anno; tra queste assume un ruolo fondamentale il ciclo di conferenze organizzato con il Polo Museale Fiorentino e la Soprintendenza ai Beni Culturali di Firenze sul tema Unità del Sapere dove vengono affrontati temi che uniscono la scienza, all’arte e alla storia di Firenze.
Numerose sono anche attività di spettacolo con compagnie teatrali e concerti; per questi ultimi dall’anno scorso è dedicato un intero programma, Il Tempio delle Muse.

Quali sono gli eventi dedicati a bambini e ragazzi che suscitano maggior interesse e partecipazione?
Nell’ambito delle attività con le scolaresche l’offerta più seguita è quella della visita guidata di un’ora alle collezioni, spesso unica scelta per motivi organizzativi ed economici della scuola. Questa però è una delle attività che coinvolge meno i bambini e ancor meno gli adolescenti.
Funzionano molto bene attività più lunghe e con maggiore interazione per la presenza di piccole esperienze laboratoriali. Molto efficienti e abbastanza richieste sono MiniMega, un percorso nella paleontologia; Geometrie Naturali, un’attività sui minerali; Un Museo per Capire la Natura, una serie di incontri in aula e in museo eseguiti anche con giochi online e giochi con carte, con proiezione di un video e con visita ad una collezione per far comprendere il funzionamento di un museo agli alunni. Questi sono percorsi inseriti nelle Chiavi della Città di Firenze, che permettono una migliore organizzazione facilitando alcune difficoltà delle scuole, anche attraverso il servizio di trasporto finanziato dalla Regione Toscana, il MuseoBus, un servizio organizzato da diversi musei fiorentini ma nel quale il Museo di Storia Naturale ha un ruolo di capofila.
Negli ultimi anni il Museo ha intrapreso una serie di progetti di realizzazione di giochi tematici online che favoriscono l’apprendimento e il coinvolgimento dei bambini. Questi progetti sono stati portati avanti con l’importante supporto di altri soggetti: Ente Cassa di Risparmio di Firenze, PortaleRagazzi.it, Regione Toscana, Netribe e Sideways. Queste collaborazioni hanno partorito un numero elevato di giochi: FaceGame, MineralGame, PaleoGame, AnimalGame, L’Erbario, Esploratori del Tempo e il Giardino Meraviglia. Molti dei percorsi che vedono un maggiore coinvolgimento dei partecipanti fanno uso di questi materiali multimediali.
Grande impatto sui bambini hanno anche le attività legate alle feste tradizionali come Natale in Museo, la Befana al Museo e OvoMuseo, così come i laboratori nel programma Familiarizzare in Museo, in particolare per quelle attività dedicate al campo della paleontologia.

Di cosa avreste bisogno per aumentare o migliorare la vostra proposta didattica?
Un salto di qualità di questa intensa offerta di attività per il pubblico, scolastico e non, avrebbe bisogno di due elementi essenziali: maggiori spazi dedicati ad uso di laboratori attrezzati e una produzione di materiali, cartacei e digitali o di gadget dedicati da poter usare come strumenti di apprendimento sia nella fase pre-attività, sia durante la permanenza nei locali del museo e sia per la post-attività.
In entrambe le direzioni il Museo sta cercando di trovare soluzioni che riescano a favorire l’intrattenimento nel Museo, che negli ultimi anni ha visto oltre i 100.000 visitatori ma che potrebbe richiamare molto più pubblico.

La didattica è un animale ferito in Italia. Musei come questo nel resto d’Europa e del mondo sono luoghi aperti, vissuti intensamente dalla cittadinanza. Invece in Italia spesso diventano dei feudi riservati agli studiosi, che spesso vedono i visitatori quasi come un fastidio, un intralcio all’attività di ricerca. Qual è la tua sensazione a riguardo?
L’attività dei Servizi Didattici e Divulgativi del Museo avrebbe bisogno di una maggiore valorizzazione del suo operato, specialmente negli ambienti fuori dal Museo, e sarebbe opportuno il riconoscimento ufficiale a livello nazionale dell’Operatore di didattica museale e del Responsabile dei servizi educativi, figure professionali ancora non riconosciute, cosa che invece è comune in altri paesi della comunità europea.
Inoltre, questo ruolo tenuto dai Servizi didattico–divulgativi potrebbe essere ampliato verso i rami della formazione, anche coinvolgendo ambiti dedicati alla formazione professionale.
Ulteriore importanza potrebbero avere progetti che vedano il coinvolgimento integrato di attività museali con il teatro, la musica, specialmente quella ascoltata dai giovani, con il cinema e anche la radio. Attraverso un continuo scambio con questi ambiti di forte impatto, il Museo di Storia Naturale diventerebbe non più la rara occasione di una vita ma un posto dove tornare più volte per divertirsi, imparare e crescere.
Sicuramente questo intreccio avrebbe ancora più successo se si riuscisse a far funzionare meglio le sporadiche attività di sinergia tra musei diversi che costruiscono progetti, percorsi e attività in piena collaborazione.
Tutto questo avvicinerebbe il museo al cittadino facendo diventare il primo uno dei luoghi di condivisione sociale che avrebbe un ruolo fondamentale nella crescita della consapevolezza del cittadino in ogni fascia di età.
Ancora più importante sarebbe ripristinare il ruolo del museo nel territorio, non come solo attrattore di pubblico ma come collettore di contenuti e di esperienze che dal territorio si diffondono verso il museo; in questo modo il museo si riapproprierebbe del suo antico ruolo di polo culturale, come centro di valorizzazione delle conoscenze, delle tradizioni e dei costumi della società che occupa il territorio in cui il museo si trova immerso.

LE SEZIONI IN DETTAGLIO

Antropologia e Etnologia

Biomedica

Botanica – Geologia e Paleontologia – Mineralogia e Litologia

Zoologia – La Specola

Villa il Gioiello

 

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