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Imaginarium ha rappresentato al suo arrivo a Firenze una ventata di aria fresca, una realtà nuova nel mondo dei balocchi e dei negozi di giocattoli, troppo pochi e poco “particolari” se vogliamo, rispetto all’offerta presente in altre città europee. L’idea del “giocattolaio” a Firenze è rimasta legata per anni alla bottega del signore dove ti fermavi a volte dopo la scuola per comprare un premio perché eri stato bravo/a dal dentista o per un regalo per la festa di compleanno dell’amichetto/a. Quegli spazi talvolta bui, con i giocattoli maldisposti e pure polverosi. Per ovviare alla scelta spesso costosa e limitata che questi negozi offrivano, si andava allora ai supermercati o agli ipermercati e si sceglieva tra scaffaloni pieni di scatole che ti riempivano gli occhi.
Ma Imaginarium ha rappresentato prima di tutto uno spazio dove i bambini possono muoversi in tondo, liberamente, tra le isole disposte al centro del negozio e gli scaffali ai lati ed esplorare, toccare, osservare giocattoli ad altezza dei loro occhi e delle loro mani. La piccola porta a fianco di quella degli adulti che ti dà accesso al mondo incantato di questo locale dai toni del bianco e dell’azzurro (come il logo stesso del marchio), già indica l’attenzione ai piccoli, ai veri clienti. I prodotti sono tutti del marchio Imaginarium e sono suddivisi per età fino ai 36 mesi e poi, crescendo, per per aree tematiche come giochi manuali, musicali, natura e scienza, sport, bambole e macchinine, e tante idee per i giochi all’aria aperta, per indicarne alcuni.
Carina e diversa nel suo genere la possibilità di arredare le camere in modo divertente e colorato, con le soluzioni proposte per le camerette.
Quello che mi piace meno da Imaginarium rispetto ad altre marche di giocattoli, in quanto mamma attenta alla scelta di materiali naturali e poco trattati, è il fatto che si tratta sempre di prodotti in plastica. Inoltre, neppure la “grafica” dei personaggi e bambolotti ha mai particolarmente stimolato la mia simpatia. Si tratta di una questione di gusti, anche se devo dire che neppure i miei bambini hanno mai insistito troppo per farsi comprare quel particolare giocattolo o quella macchinina quando ci capitiamo. Una cosa poi va detta: i prezzi non sono proprio abbordabili, trattandosi anche di giocattoli per lo più fatti di plastica.

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