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[dropcap]D[/dropcap]a ormai sette anni, l’Associazione Culturale Il Paracadute di Icaro si fa conoscere negli ambiti della didattica culturale grazie a una presenza multiforme come il ventaglio di arti che promuove. Convinti dell’importanza delle arti nello sviluppo dell’individuo, i professionisti del Paracadute di Icaro promuovono “attività e manifestazioni artistiche in campo teatrale e figurativo con finalità pedagogiche rivolte ai bambini e agli adulti”. I loro campi di attività comprendono l’insegnamento delle arti del teatro (danza, musica, teatro), la produzione teatrale, i percorsi per famiglie per scoprire alcuni importanti musei fiorentini, la didattica nelle scuole dell’infanzia e di I e II grado, e le ormai note Domeniche da Favola, una rassegna di teatro, musica e danza per bambini e ragazzi.

Paracadute di Icaro - inaugurazione
Si fa fatica a pensare che qualche mese fa una realtà così attiva e importante si sia ritrovata dopo anni senza sede e a rischio di chiusura. In occasione dell’imminente inaugurazione della nuova sede, abbiamo fatto due chiacchiere con Vincenzo Calenzo, Marta Checchi e Pierluca Rotolo, rispettivamente Presidente, Vicepresidente e Responsabile del direttivo organizzativo.

Il Paracadute di Icaro, dopo anni di storica presenza all’interno del Teatro Everest, improvvisamente si trova senza sede e oggi inaugura una Casa delle Arti. Ci raccontate in breve questa storia con un lieto fine?
Essere sintetici su una storia che racchiude sette anni di attività non è semplice. Entrare nei dettagli delle dinamiche che hanno portato i proprietari a mandarci via dal teatro è altrettanto complesso. Quello che si può dire è che dopo 7 rassegne di teatro, dopo anni di formazione per l’infanzia tra scuola di teatro, danza e acrobatica, ci siamo trovati da un giorno all’altro a relazionarci con il vuoto. Per usare una metafora, ci è crollato il “palco” sotto i piedi. La reazione istintiva è stata di depressione e panico, ma dopo esserci scossi a vicenda e rimboccati le maniche ci siamo proiettati verso il risollevamento. Grazie al sostegno delle istituzioni e della comunità locale, abbiamo ottenuto un nuovo punto di partenza. Un grande punto. La scuola media San Brunone, chiusa da più di due anni. Con tre mesi di lavori autogestiti e autofinanziati abbiamo ridato nuova luce e nuova vita ad uno spazio incredibile e ricco di potenziale. Abbiamo deciso di farlo diventare un centro culturale, una cosa che a Firenze non esiste, dedicato a bambini, ragazzi e alle famiglie del territorio fiorentino. Per questo motivo, il nome è stato solo una conseguenza. Si chiamerà “La Casa delle Arti”.

Il Paracadute di IcaroCosa ha portato di nuovo la Casa delle Arti, nella vostra attività? Quali prospettive vi ha aperto e quali sono i vostri progetti futuri?
Vogliamo far diventare La Casa Delle Arti un punto di riferimento per i progetti artistici dedicati all’infanzia, ai ragazzi e alle famiglie per il quartiere e per la città di Firenze; sarà la nostra officina, dove far nascere le idee, dove i progetti prendono forma e vengono offerti ai cittadini, è un centro culturale nel quale i giovani talenti si incontrano per dare vita alle nuove creazioni, sotto la guida attenta di pedagogisti-artisti supervisori.
Un luogo come questo che, non dimentichiamolo, è una scuola, ci permette di articolare un’offerta formativa molto più ampia. Spaziare tra varie discipline artistiche, ma tutte accomunate da una stessa idea di base, mettere al centro di tutto il bambino, per permettergli di conoscere e affinare la sua indipendenza creativa. Le materie tra le quali si può scegliere sono molte: teatro, acrobatica, giocodanza, teatrodanza, danza contemporanea, hip-hop, yoga (anche per i più piccoli), giocomusica, coro e strumento. La grande novità di quest’anno riguarda appunto la scuola di Musica, che sarà convenzionata con il Conservatorio di Musica “Luigi Cherubini” di Firenze.
Per tornare alla domanda, le prospettive che questo spazio ci ha aperto sono infinite. Un luogo del genere permette la realizzazione di molteplici attività. In primis l’apertura alla formazione anche per gli adulti, con corsi dedicati di teatro, danza contemporanea, danza africana, yoga e musica. Sono previsti inoltre percorsi con specialisti e pedagogisti di livello nazionale ed internazionale sulle diverse discipline artistiche.
Il Paracadute di IcaroUn altro filone che cureremo quest’anno sono le letture animate per bambini e genitori, i laboratori artistici di presentazione dei Musei fiorentini e i laboratori di arte e pittura in collaborazione con Caràn D’Ache.

Fuori dalla Casa delle Arti avete ospiti davvero illustri: Teatro Dante, Pergola, Rifredi…ma anche Musei e Palazzi fiorentini. Cosa esce fuori da queste collaborazioni virtuose?
La Casa della Arti è solo una delle sezioni che impegnano il nostro lavoro. L’altra grossa sezione è la stagione teatrale “Domeniche da Favola”, che comprende: spettacoli, concerti, laboratori nei musei (Museo Marino Marini, Museo Archeologico di Firenze, Giardino di Boboli, Museo di Casa Siviero), percorsi guidati legati alla storia di Firenze e letture animate per bambini e genitori. Attraverso la stagione vogliamo far emergere e affermare un sistema sinergico e virtuoso che mette in contatto operativo svariate realtà culturali cittadine di grande rilievo. Nel 2010 infatti, l’associazione culturale “Il Paracadute di Icaro” ha fondato la RETE ARTI, composta dal “Conservatorio Luigi Cherubini”, il Museo Marino Marini e da quest’anno anche dal Teatro di Rifredi.
La RETE ARTI collabora anche con Toscana TV, emittente storica del panorama televisivo toscano, con il Liceo Artistico Statale “Leon Battista Alberti” di Firenze e il Liceo Artistico di Porta Romana di Firenze e Sesto Fiorentino, con il Teatro Dante-Carlo Monni di Campi Bisenzio, con il Teatro della Pergola, storica realtà teatrale della città, con un progetto che vede coinvolto il Liceo Musicale “Passagli” di Lucca, il Liceo artistico Alberti e il Liceo Machiavelli Capponi, nella costruzione di uno spettacolo in sinergia e in rete, per i bambini delle scuole elementari e medie, inserito ne Le Chiavi della Città.
L’originalità del nostro lavoro consiste proprio nel riuscire a coinvolgere all’interno di uno stesso progetto un alto numero di discipline, ognuna con la sua funzione artistica, con l’obiettivo comune di produrre lavori di alto livello culturale e profondo aspetto pedagogico. Musicisti, compositori, attori, danzatori, costumisti, registi, coreografi, storici dell’arte, disegnatori, scenografi, fotografi, inseriti tutti insieme, in un ambiente formativo e performativo.
Scopo: offrire un servizio dai giovani per i giovanissimi.
Il Paracadute di Icaro