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Inserimento al nido: come affrontare un momento di difficile distacco

 

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Pubblicato il 10 settembre 2014 da

 
La mini guida di Firenze Kids
 
 

Un bambino cresce proprio perché vivo; una fonte continua di passaggi e di distacchi da elaborare: lo svezzamento, la deambulazione autonoma, l’andata al nido o alla scuola dell’infanzia e così via. E il distacco, per ogni genitore, non solo dalla fase precedente del bambino, ma anche dalle emozioni conseguenti vissute, dal proprio equilibrio mentale raggiunto, deve essere riaggiustato e riadattato ogni volta.
(Alba Marcoli, Il bambino perduto e ritrovato. Favole per far la pace col bambino che siamo stati)
L’

inserimento al nido (o “ambientamento”) è per la famiglia un momento particolarmente atteso, temuto e idealizzato, nel bene e nel male. La ragione sta nel distacco, e nei contrasti di emozioni che questo comporta. Si lascia un territorio conosciuto per entrare in uno nuovo, che entusiasma e spaventa allo stesso tempo.
L’ambientamento al nido è innanzitutto un percorso parallelo del bambino e del genitore.
È un momento prezioso in cui il bambino ha la possibilità di esplorare un nuovo ambiente misurandosi e mettendo in atto nuovi strumenti e potenzialità.
Il momento del distacco è spesso (ma non sempre) caratterizzato dal pianto, e in questo caso può risultare molto difficile: l’atteggiamento migliore è quello di accettare e accogliere il dolore del bambino, esplicitandolo e mostrandogli che lo capiamo.
Spiegare al bambino ciò che sta accadendo è il modo migliore per accompagnarlo in questo passaggio; ad esempio non è consigliabile distrarre il bambino per non fargli notare che la madre sta andando via. Ricordiamo inoltre che una dose di sofferenza e di disperazione iniziale è normale e sana: il bambino che ha un sano attaccamento alla madre piangerà, ma riuscirà anche a farsi consolare.
Il mutuo sostegno tra bambino e genitore starà alla base di tutto il processo: il genitore provvederà a incoraggiare e sostenere il bambino nel suo approccio alla novità, e il bambino rimanderà al genitore gli effetti di questa esperienza mettendo in atto e mostrando le competenze relazionali che già possiede e in questo modo lo rassicurerà. I bambini ci sorprendono sempre in positivo, no?
Vediamo più in dettaglio qualche consiglio utile:

Siate convinti prima di tutto
Per quanto la scelta di portare il bambino al nido possa provocare, specialmente nel caso di primo figlio, un senso di frustrazione e un latente senso di colpa, è fondamentale che il genitore sia consapevole e sicuro della propria scelta, e sappia monitorare e controllare le proprie emozioni, al fine di non trasmettere ansia al bambino. Ricordiamoci che anche i piccolissimi sanno leggere le nostre emozioni dal nostro volto!

Parlate col vostro bambino
Non date mai per scontato che vostro figlio non capisca esattamente cosa sta succedendo. I bambini sono competenti e si può loro spiegare, anche a pochi mesi, che una novità li attende, già da qualche giorno prima. Questo semplice accorgimento aiuterà tutti e due a prepararsi.

Create dei rituali
Organizzate un piccolo rituale da fare a casa o durante il tragitto per arrivare al nido, come cantare una certa canzone, o preparare lo zainetto insieme mettendo dentro un oggetto della mamma o della persona di riferimento, oppure mettere una goccia di profumo. Questo comportamento ha una valenza simbolica ma serve sopratutto al bambino a stemperare la tensione portando con sé un “pezzettino di mamma”. Una valenza simile ha l’oggetto transazionale: il classico orsetto, una copertina o il ciuccio. Si tratta di una cosa a cui il bambino è particolarmente legato e su cui proietta tutto l’amore e l’attaccamento per la figura di riferimento. In questa situazione può risultare utile lasciargli portare con sé un oggetto di riferimento che lo tenga ancorato alla presenza (pur sempre simbolica) della mamma.

Rispettate i tempi
È molto importante rispettare i ritmi di tutti. La mamma dovrebbe cercare di non mettere fretta al bambino laddove l’ambientamento risultasse difficoltoso, ma anche stare attenta a non allungarli eccessivamente impedendo al bambino di staccarsi. In questo vi saranno di aiuto gli educatori.

Costruite un rapporto di fiducia
Un ambientamento sereno non può prescindere da una sana relazione fra genitori ed educatori. È importante essere ben disposti a collaborare per costruire un rapporto di fiducia che richiede settimane, a volte mesi. Il rispetto dei ruoli avrà come risultato una positiva continuità fra ambiente-nido e casa, a vantaggio del bambino che si sentirà accolto e sicuro in entrambi i luoghi.


Marialisa Pinori

 
Marialisa Pinori è psicologa e psicoterapeuta della gestalt. Da anni lavora con i bambini sia come educatrice che come terapeuta. Le piace utilizzare il teatro, la musica e quanto c'è di creativo nelle relazioni tra persone, soprattutto quando lavora con i gruppi. Oltre che alla libera professione si dedica a progetti di riabilitazione psico-sociale con adolescenti a rischio.



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